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martedì, gennaio 27, 2009
Ho letto questa folle recensione su internet di un libro che non ho ancora letto e la trovo geniale, non so chi l'abbia scritto.
Fondamentale. Profondo, vastissimo, profetico, vero, noiosissimo ecc. ecc. Una incursione nell'occidente e nelle sue basi fondanti. e così via. Ma cosa cavolo aspettano a pubblicare gli altri suoi libri?? è una vita che aspetto venga pubblicato JR ma niente. Niente di niente. Asini! Somari! Pici! Che poi questo libro fa dormire, non compratelo. Però è bellissimo, anche se vi farà morire di noia e rischierete di arrivare cotti all'ultima pagina, anche se penserete che è stato proprio bello, vorrete disseppellirvi dalla tomba di noia in cui avrete depositato le vostre spoglie. Comunque proprio bello. Fondamentale e pedantissimo. L'autore deve continuamente mostrare di sapere. Il lettore deve continuamente mostrare a se stesso di non essere un troglodita. E' facile che il lettore non sappia di cosa cavolo l'autore stia parlando e che muoia di noia prima della metà della quarta pagina anche se non sfuggirà facilmente a questo libro così fondante che arriverà alla fine, annoiatissimo. E giunto lì dirà: era proprio una rottura e una tortura che mi ero autoinflitto quando potevo fare cose più belle e ora che è finita per fortuna non mi tocca più stufarmi. E aggiungerà: e speriamo che non pubblichino gli altri. E poi penserà che ha finito un libro fondamentale e bellissimo e che non si è mai stufato. Io mi auguro che non pubblichino i suoi altri libri mai, ma proprio mai, se no mi tocca un'altra volta la ruota della tortura. Comunque proprio bello. A questo punto il lettore penserà che non si è mai annoiato così tanto: la noia lo avrà sopraffatto così tanto che la vita gli sembrerà troppo bella. Questo libro insegnerà ad amare la vita. Tante persone ritroveranno il senso di sè e un più pieno rapporto col mondo. Il caminetto attende i libri di William Gaddis. Il caminetto è un birbante affamato, specialmente di inverno, fa il diavolo a quattro per i mattoni di william gaddis. mio zio si è costruito la casa coi libri di wg, se ne è fatte mandare 200mila copie dall'america perchè in italia, aparte questofondamentale, nisba!
venerdì, dicembre 19, 2008
couch surgfing
cercando un divano nello splendido sito couch surfing dove puoic ercare chi ti ospita in un apese qualsiasi del mondo, senza pagare niiente, e mostrandoti come si vive davvero in un posto, tutti sembrano dannatamente interessanti, e forse lo sono solo qui visti da lontano, sule loro pagine web con i profili ben curati, magari conoscendoli ti deludono.
tutti amano i posti in cui sono vissuti ed in cu vivono, ho scopetro che il mondo è pieno di gente sotto i quarant'anni che ama davvero le città in cui vive.
ama camminarci, ama andare nei bar, ama viverci
eppure non mi immagino che ci sia gente che davvero ami una città coem roma, o anche milano.
insomma la gente ama barcellona, ama amserdam o copenaghen, oslo o berlino, new york o lodnra ed è tuto così nataurale, ma roma o milano, chi dice davero di aamarle, gli stuidi, i vecchi, gli ignoranti.
no una persona giovane, di buoan cultura e di intelletto a posto potrà sopportare roma o milano, accettare con rassegnazione la vita in italia, parlare bene del clima quando capita, ma il tempo di amare le nostre città è finito da un pezzo.
Editato con tanti refusi da paolocam alle 17:29lunedì, dicembre 15, 2008
IL LOTTATORE MASCHERATO CON GLI OCCHIALI SE
Il lottatore mascherato con gli occhiali lavorava in un ufficio dove c’erano schermi al posto di qualunque altra cosa. Invece della macchinetta del caffé, c’era la macchinetta degli schermi al plasma. All’ingresso non si timbrava il cartellino, ma si guardava la televisione ad alta definizione. In mensa e al bar,ti servivano il canale che trasmetteva notizie 24 ore al giorno, continui aggiornamenti di politica, economia, spettacolo, ti aggiornavano anche se non volevi. Il lottatore mascherato con gli occhiali iniziò a provare una specie di nausea, il solo sentir parlare di notizie lo metteva di malumore, lo faceva deprimere. Terribilmente. Pensava a tutte le persone che guardavano sempre il telegiornale e si sentiva giù; se qualcuno gli parlava in mensa di qualche fatto di cronaca, doveva subito trovare una scusa per cambiare argomento, altrimenti non riusciva a mangiare niente.
Non era più solo nausea, provava delle fitte sempre più forti.
Quando era a casa evitava di guardare canali che potessero contenere delle news; vedeva serie televisive, film, e videoclip.
Su internet si accorse che tutti i portali hanno una sezione informativa e iniziò a ignorarli tutti. Controllava solo la posta e navigava su Google facendo ricerche assurde su personaggi morti.
Il suo atteggiamento cominciò a sembrare strano anche agli amici, non voleva più prendere posizioni sul presente.
I suoi argomenti preferiti erano i robot, gli astronauti o avvenimenti lontani nel tempo, ma ben presto capì che anche la storia era rischiosa perché la gente la prende a pretesto per parlare comunque dell’attualità.
Tutti quei discorsi lo facevano sembrare strambo, cosi finì che la gente preferiva rifiutare i suoi inviti a cena ed era sempre impegnata quando lui era libero.
Si faceva vedere sempre di meno in giro, al lavoro preferiva comunicare tramite mail o telefono, ma i dolori non passavano e allora chiamò il suo oculista allenatore, gli chiese se esisteva un apparecchio acustico per zittire ogni voce.
L’oculista gli confidò un segreto: odiava gli otorini e quindi gli avrebbe dato un assurdo marchingegno che
Forse fu per colpa del vistoso apparecchio su tutti e due i lobi delle orecchie, ma perfino gli insensibili giornalisti iniziarono ad accorgersi che aveva una maschera.
Il lottatore ben presto diventò un caso spinoso e fu segnalato a chi di dovere.
Fu convocato da un tipo del personale che gli chiese se avesse delle motivazioni religiose per coprirsi il viso.
Il lottatore s’ inventò su due piedi che era adepto di una strana religione nata in Mongolia e per la sua fede era peccato mortale mostrare il proprio volto in pubblico.
Il tizio del personale gli chiese con il massimo candore possibile se si trattava di una specie di burka, se ci fosse di mezzo l’Islam.
“No, è una specie di buddismo” intervenne prontamente il lottatore e sorrise.
Quando si parla di buddismo nessuno pensa che ci sia qualcosa di male e allora il tizio del personale gli chiese scusa e aggiunse che forse si poteva risolvere tutto senza farne un caso.
Il lottatore prese la palla al balzo e domandò di essere spostato in un posto dove c’erano immagini della natura perché la realtà delle news era eccessivamente intensa per i discepoli del suo culto.
La sua richiesta fu accolta. Nessuno voleva che la sua maschera diventasse una notizia.
Da quel giorno il lottatore mascherato con gli occhiali non ha più niente a che vedere con il presente dei telegiornali, lavora sui documentari scientifici assieme a gente che porta camici bianchi immacolati.
Ogni tanto con i nuovi colleghi si toglie la maschera, anche se solo per qualche minuto.
Sente che presto troverà dei nuovi amici.
giovedì, novembre 27, 2008
dj set di muscia allegra
ci sono certi pezzi che mi mettono allegria, non dico adrenalina, non aggressività, non euforia rabbiosa, solo allegria, non so cosa devono avere per soddisfare questo critrio, ma esistono.Alcuni oggettivmanete ti allegeriscono ogni fardello, ti mettono istantaneamente di buonumore,altri probabimente sono allegri solo per mie idiosincrasie del tutto personali.
Non serve che siano bei pezzi, anzi i bei pezzi non sono mai del tutto allegri, non devono nemmeno essere brutti pezzi pop, queli sono allegria solo artificiosa, indotta dalla nsotra nostalgia, e quindi con un retrogusto molto amaro quando la musica finisce e si ritorna al presene.
faccio qualche esempio mi musica davvero allegra:
shiny happy people dei rem
sono un ragazzo fortunato di jovanott
bisogneebbe fae un dj set di tutta musica allegra e vedere cosa succede
Editato con tanti refusi da paolocam alle 16:37
mercoledì, novembre 26, 2008
impiegati
Detesto gli impiegati, sopratutto quelli delle grandi aziende.
non che io non lo sia, sì ho un lavoro un pò più creativo, sono un free lance, ma sono anche io negli ingranaggi, ma io intendo dire gli impiegati soddiosfatti del loro essere impiegati.
Gli impiegati che stanno sempre lì a ciarlare dei loro coleghi impiegati, gli impiegati che pensano sempre al conteggio delle malattie e delle ferie, con le loro buste paga analizzate di continuo alla ricerca di errori e manchevolezze.
gli impiegati che al telefono oragnizzano settimane di vacanze tristissime nei caraibi e fanno vedee le foto di viaggi, bambini e feste ai loro colleghi impiegati.
gli impiegati che si affollano al bar dell'azienda per la pausa pranzo, gli impiegati che si mettono diligentemente in fila in mensa e riempono il vassoio mentre discutono ancora di carriera o di fighe o di figli in arrivo con altri coleghi impiegati.
detesto lil badge portato obbligatoriamente al collo per ragioni di sicurezza, con quelle foto e quei colori uniformi, che ti vogliono far credere che siamo tutti uguali.
Editato con tanti refusi da paolocam alle 11:56
lunedì, novembre 24, 2008
Quando mi è venuto il buon gusto
mi fanno paura i ragazzi che hanno buoni gusti in fatto di musica, scrittura, cinema, e tutto, già quando hanno 16 anni, o 20 anni.
bisogna avere dei pessimi gusti, a un certo punto è un passaggio naturale, la differenza però è che le persone di buon gusto a un certo punto si accorgono del loro errore di valutazione e rimediano.Gli altri no, continuano imperterriti per la loro strada.
anch'io avevo qualche buona scelta musicale a 16 anni, e molte cose che mi piacevano allora mi piacciono anche oggi, diciamo i "classici", però facevo anche un sacco di errori.
Il più grave di tutti è ligabue, nei miei 20 anni da provinciale appassionato di letteratura americana, lo sono anche oggi, nion mi rednevo conto di quanto i testi fossero falsamente ribelli, falasamenti crudi, e di quanto il rock fosse uguale a se stesso, fintemente cattivo, fintemente rude.
Adesso non posso più ascoltare ligabue senza avere un brivido di orrore per quello che sarei potuto diventare
Editato con tanti refusi da paolocam alle 12:57
lunedì, novembre 17, 2008
lo zen, il ballo e chuck norris
a Milano c'è una sala da ballo a porta venezia dentro l'associazione combattenti e reduci della prima guerra mondiale.
entri dentro e all'inizio ci sono bandiere, manifesti di guerre scolorite, diaz e cadorna, poi piu dentro un circolo di quelli che ho intravisto da bambino e che mi sembravano già antichissimi allora, ci andava mio nonno, c'erano ancora le sputtacchiere e su targhette di metallo che invitavano a non bestemmiare e a non sputare per terra.
biliardo, odore di fumo, televisione anni'50 geloso, vecchie lampadine ad incandescenza, bar con specchi e amari scintillanti.
quindi dopo un altro paio di ambienti apena rimodernati entriamo trionfalmente nella sala da balo, bella, enorme , con lucine in alto.
i cappotti bisogna lasciarli per forza al guardaroba.
i tavoli tutti messi di lato per lasciare al centro uno spazio vuoto.
si cena a menu fisso: risotto e cotoletta, cucina casalinga milanese molto più che dignitosa, e a fine cena un cesto di mandaranci.
si mangia e poi pian piano arriva sempre più gente, vestita in modo elgante o non elegante, in ogni caso quasi sempre elegantissima quando inizia a ballare.
ballano rock'n roll tango, mazurka, ballano bene, sono vecchi e ballao molto meglio di qaunto mai io riusciro a fare, sono splendidi e sono felici.
non divertiti, non sghignazzanti, non ridono, sono proprio raggianti di felicità mi spiego,
restiamo a guardarli estasiati per due ore, ogni tanto facciamo qualche battuta e qualche osservazione, prendiamo in giro qualcuno, ci soffermiamo sull'incredibile movimento di piedi e bacino di qualcn altro, ma lo facciamo soltanto per dimenticarci di quanto sia incredile tanta felicità e di quanto sia per noi così difficile raggiungerla.
Per un'ora e mezzo sono in estasi, vivo nel presente, almeno cerco di viverci ed era un sacco di tempo che non mi capitava.
loro però sono priorio zen, penso e quando esco mi sembra di aver capito qualcosa di molto importante.
Poi a Volte succedono cose strane, come conoscerea a pranzo in mediaset il sosia di chuck norris che ti dà un libro di norris che si intitola il segreto del mio successo: lo zen.
ancora quella parola, norris è un campione d'incasso con i film d'azione come rombo di tuono e la serie walker texas rangers, un repubblicano ultra conservatore fortemente cattolico, un paladino delle armi libere, ma è anche un camione mondaile pluridecorato di karate, era un amico frateno di bruce lee e un di steve mcqueen, ed è sopra tutto un saggio.
il suo libro dice le solite cose zen qualcuno potrebbe dire, ma è il modo in cui le dice e il modo in cui le applica che mi piace.
aneddoti sui conbattimenti di karate, storie di rinunce a far botte con bulli grazie alla calma e all'equlibrio in mezzo al nulla texano, ho letto un sacco di cose scritte meglio sullo zen e nessuna mi ha mai come questo libro, forse perchè avevo le difese abbassate, forse perchè le ho lette oggi in treno,forse perchè mai pensavo che uno coem chuck norris potesse essere così saggio.
Bisogna vivere le cose con una consapevolezza totale, sei qui e in nessun altro posto gli dicva sempre il suo sensei.
non chiudetevi mai al mondo, ogni sconosciuto può essere un incontro straordinario e una svolta nella vostra vita, anche dalle persone più diverse possono venire parole di svolta nella vostra vita.
chi me l'avrebbe detto che sarebbero venute da Chuck?
Editato con tanti refusi da paolocam alle 23:06
sabato, novembre 08, 2008
italiche canzoni
continuo ad ascolatare canozni italiane, vcchi pezzi di battiato, vechci pezzi di enzp carella (cose come veleno e parigi, o so può, cose che dovreste conoscere), pezzi di rino gaetan.
essere aggiornati può essere divertenti, ma io sono un nostalgico di natura e poi mi piace capire le parole,e quadso sento un pezzo come esto sentimento nuevo o le stagioni dell'amore non posso far altro che dire perfetto
Editato con tanti refusi da paolocam alle 22:56martedì, novembre 04, 2008
elezioni americane vigilia
Ovviamente sono per Obama, sono sempre stato per Obama dall'inizio contro la CLinton.
Non è tanto quello che dice, è quello che rappresenta e come lo dice, questo è più importante, è questione sia di stile che di sostanza, le due cose in certi casi coincidono.
é questione di storia, hawaii, indonesia, kenya,kansas, quando lo imta veltroni, borghese romano mezzo intelettuale e mezzo burocrate, mi fa ridere.
penso al lungotevere, a certe vie di prati, alle auto blu in centro.
Detto questo però io sono un tipo a cui piacciono le cose pop esono istintivamente simpatici certi tipi americani diciamo ala clint eastwood, repubblicano, indipendente.
Quindi john mccain mi sta simpatico a pelle, con le braccia che non riesce bene ad alzare e con cui fa sempre il segno della vittoria in modo quasi goffo, con quel suo sorriso che si apre a scatti, con le facce dav ecchio cabarettista in disarmo
Nulla a che vedere con il figlio di papà Bush.
Onore a john mccain quindi, ma che vinca Obama, per il bene dell'umanità.
I'm paolo Cammarano and i approve this message (viene meglio con la voce di Mccain però=
Editato con tanti refusi da paolocam alle 17:33domenica, novembre 02, 2008
elezioni americane
andando sul sito www.realclearpolitcs.co ci son tutti gli ultimi sondaggi sulle elezioni, e c'è la mapa degli sati uniti con i colori rossi e blu sugli stati che al momento sonodati a obama o cmccain.
rosso è il colore dei repubblicani, blu quello dei democratici, quando il blu è rosso sbiadito o blu sbaidiro significa che gli stati non sono certi anch se li guida uno dei due, quando sono grigi vuol dire che sono toss up, overo incertissimi.
la cosa divertente che si può fare è andare sun uno stato è cambiare colore per vedere come cambiano i voti elettorali, giocando on la mapa così si può prevedere quello che succede.
gioco a spostare l'ohio e la florida e l0indiana da uno all'altro e vedo coem cambiano i voti, penso che la notte di martedì mi metterò a giocare così.
Editato con tanti refusi da paolocam alle 19:55